LA NUOVA CONCEZIONE DELLA CASA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

 


Da marzo le vite di tutti noi sono cambiate.

La pandemia ci ha visti costretti in casa per diverso tempo e tutt’ora per molte persone continua lo smart working; inevitabilmente anche il concetto di casa è cambiato.

Si è riscoperta l’importanza di avere una casa più grande con spazi meglio distribuiti, avere uno studio dove poter lavorare, una camera in più dedicata ai ragazzi alle prese con la DAD, un giardino magari da convertire in orto o un terrazzo.

Tutti noi abbiamo dovuto riconsiderare il concetto di casa.

Se prima della pandemia la casa era un luogo/via di passaggio dove si entrava e usciva di frequente, dove non sempre venivano consumati i pasti cucinati e si preferiva andare al ristorante, da marzo la casa è diventata un vero e proprio rifugio dove si fa tutto: si lavora, si cucina (qualsiasi cosa), si mangia, si canta dai balconi, si studia, si fa ginnastica, si gioca.

È nata la necessità di gestire i nostri spazi in modo da avere la giusta divisione tra la vita privata e la vita professionale. E la nuova vita professionale che nasce dentro le mura domestiche richiede anche l’esigenza di avere una casa smart che ci aiuti a svolgere al meglio il nostro lavoro mantenendo la giusta concentrazione perché, si sa, in casa è molto semplice distrarsi.

La casa, oggi, deve essere multifunzionale e deve sfruttare al meglio ogni singolo centimetro.


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